lunedì 27 agosto 2007

Nel girone dei...

Inizia la marcia di avvicinamento verso la Cina. Prevedo due tappe. Prima tappa: Osh - Sary Tash, 184 km. Seconda tappa: Sary Tash - Kashgar (Cina), circa 300 km.

Osh, ore 10.30. Salgo su una vecchia Lada guidata da un ragazzo poco piu' che diciottene. La partenza da Osh avviene a rilento. Il distributore di benzina scelto per il rifornimento ha finito il carburante; il ragazzo opta quindi per l'acquisto di 2 taniche da 5 litri, acquistate da un rivenditore a bordo strada (pratica abbastanza comune qui in Kirgyzstan: la benzina si vende in grossi bottoglioni che prima contenevano acqua). Poi si ferma in un quartiere periferico per caricare altri passeggeri. Alla fine di tutto la macchina risulta cosi popolata. Davanti: ragazzino-autista piu' un papa' che tiene in braccio un bambino di 8 anni con la gamba ingessata. Dietro: alla sinistra, nonno con in braccio la nipotina di 5 anni, io al centro e sulla destra un altro uomo kirghiso. Sette persone in una piccola Lada!

I 184 kilometri fino a Sary Tash sono insidiosi: la strada e' sterrata e ci sono molte buche; si viaggia a non piu' di 40 all' ora. Non e' ancora mezzogiorno che gia' ci fermiamo a pranzo; zuppa e the per tutti.

Il viaggio continua ad andatura molto molto tranquilla. Lentamente ci avviciniamo ad un passo di montagna a 3900 metri di quota, il pezzo forte del tragitto. All' inizio della salita ci fermiamo ad un minuscolo caffe' per una breve sosta. Il papa' del bambino con la gamba ingessata insiste per un giro di vodka. Ok. Un decilitro bevuto tutto d'un fiato accompagnato da una pallina bianca (la variante kirghisa del chupito): formaggio di capra essiccato. Si riparte e ben presto la Lada inizia a dare i primi segni di sofferenza; c'e' bisogno di acqua per raffreddare il motore. Mentre il ragazzino riempie bottiglie di plastica con l'acqua presa da un vicino torrente e la riversa nella Lada, il papa' taglia il fondo di una altra bottiglia e la trasforma in un improvvisato bicchiere. Aperto quindi un vano nel cruscotto, spunta una bottiglia di vodka ancora sigillata. Altro giro: sorsate di vodka e pezzi di plumcake, stavolta.

Nell' ascesa verso il passo la Lada si fermera', bollente, altre 5 volte, e il copione e' sempre lo stesso: acqua alla Lada, vodka per gli altri. Raggiunta la vetta (splendido panorama), la bottiglia e' vuota, terminata da me, il papa' ed il nonno. Ora non resta che scendere: ho il sedere a pezzi, le gambe anchilosate, poiche' costantemente ripiegate ad angolo fortemente acuto, e sono un po' sbronzetto.

Arriviamo a Sary Tash, case sparse e un migliaio di anime, verso le 17, dopo quasi 10 ore di viaggio. La vista sui monti innevati del Pamir e' splendida: il Pik Lenin (7100 m) spunta prepotente mostrandoci la sua testa incappucciata di bianco. Il paese si trova all' inizio di un ampia valle che per oltre 150 km si snoda in parallelo al confine con il Tajikistan, delimitato appunto a sud, dalla maestosa catena montagnosa del Pamir. Da Sary Tash e' possibile avventurarsi in 3 direzioni: verso ovest, percorrendo per il lungo la valle; verso sud, tagliando la catena del Pamir e scollinando a 4900 metri, per raggiungere l'altopiano tagiko; verso est, in direzione Cina. Quest'ultima sara' la mia strada.

Saluto calorosamente la Lada e tutti i passeggeri e mi sistemo per la notte in un piccolo caffe'/bottega che dispone di due stanzoni per accogliere i viaggiatori. Sul retro della casa c'e' gia' un gruppo di 10 ciclisti che si stanno raccontando le proprie imprese: c'e' pure una coppia di "nervosi" inglesi in tandem, diretti in Tibet; arrivano quasi tutti dal Tajikistan e molti sono diretti, come me, in Cina. Poso la zaino nello stanzone e ritorno nella bottega dove mi imbatto nuovamente nei tassisti che avevano dormito insieme a me a Osh la notte precedente. Sono strafelici di vedermi; mi accolgono urlando "mafia!" mentre io mimo una smitragliata e mi danno forti pacche sulla schiena. "Rene' entra! Vodka!"

All' interno del locale ci sono altre tre persone e c'e' gia' un forte puzzo d'alcol. I tassisti raccontano animatamente che ieri notte hanno condiviso la camera con me; io ne abbraccio uno e mi rivolgo agli altri "lui e' Sexman!" e faccio il gesto dell'ombrello. Delirio. La stanza si riempie del frastuono delle risate, i calici si alzano e i bicchieri battono con forza sul tavolo di legno. Sono in discesa libera: scattano brindisi alla frattelanza italo-kirghisa, a Gattuso (sempre Terrorist), a Sexman, ai tassisti, ecc. Sul tavolo compare un melone, rapidamente affettato e distribuito. Mangio e ciuccio avidamente il succo, per spegnere l'incendio che la vodka mi sta causando in gola. Entrano anche alcuni ciclisti che vengono subito braccati e invitati al tavolo: chi riesce si dilegua; la coppia in tandem resta intrappolata nella rete di brindisi.

Il tavolo e' un campo di battaglia gocciolante alcol e melone; sul terreno restano 3 bottiglie vuote (una offerta da me), alcuni feriti e un morto (io). Facciamo una foto di gruppo dopodiche' i tassisti partono verso casa (o un altro bar?).

Intanto Dinara, la ragazzina che gestisce la bottega, ha preparato la cena: patate bollite con sugo di pomodoro. Ne addento due ma sono ben presto costretto ad alzare bandiera bianca. Esco barcollante dal caffe' e raggiungo lo stanzone, srotolo il sacco a pelo, mi ci infilo per bene e mi preparo a una notte tremenda. Sono solo le otto e il mondo ha iniziato a girare vorticosamente. Ogni tanto pero' si ferma e mi permette di correre verso l'esterno con una mano premuta sulla bocca. Aggrappato a uno steccato di legno a fianco della porta di ingresso - piedi nudi, in boxer, t-shirt e felpa con cappuccio - cerco di liberarmi dall' eccesso di alcol. Intorno a me alcuni cani mi fissano incuriositi; io gli rispondo con occhi pallati e boccate di rigetto.

La notte e' buia e fredda a 3000 metri e molto probabilmente c'e' un emozionante cielo puntato di stelle.

Rene'

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Consolati Renè, sul double decker a Londra non si vedevano le stelle ;-)

grandioso

Mario

Anonimo ha detto...

Gli Amici: "Beveva tutte le sere"

nadietta ha detto...

ciao ninni! bello sentirti dopo quasi due mesi! cavoli sembravi cosi' vicino al telefono!
stiamo organizzando il viaggetto in thailandia... mami & papi ci tengono tanto! e anche io!

Anonimo ha detto...

Ehi Vano, sbaglio o ti vedo un pò ingrassato?!?! Sarà tutta la vodka ingurgitata con i tassisti??

Continua così, il lago ti aspetta.

Kusses, Dani (MI)

ma ha detto...

ma al fegato ci hai pensato?? ce ne uno solo - d'ora in poi - the verde a fiumi in Pakistan.
Nastrovje René
Baci

mastorna ha detto...

via le stelle kirghize!

grande renato!
la strada della conoscenza è lastricata d'alcool...

mik

Matteo Ballabio ha detto...

Grande vano.... Alcolista, argomento solo calcio, donne e in più distrutto la notte... Classico italiano all'estero.... Scherzo: sei un mito... Ti seguo con ammirazione teo