venerdì 24 agosto 2007

Di nuovo in marcia

Dopo avere adeguatamente riposato il fisico e infangato le scarpe al mercato domenicale del bestiame di Karakol (difficile schivare le numerose cacche di pecore, capre, cavalli, mucche e maiali, sotto una pioggia leggera ma costante) e' giunto il momento di riprendere il cammino. Stanco di dovere contrattare con tassisti e autisti di minibus una tariffa corretta, decido di imbarcarmi su un bus diretto a Bishkek, capitale kirghisa. Il viaggio si rivela uno stillicidio poiche' il pullman si ferma ogni qualvolta, lungo la strada, qualcuno agita un braccio e vuole salire. Copriamo una distanza di 380 km in 9 ore!
A Bishkek passo un paio di giorni alla Nomads Home, una villetta in quartiere residenziale della citta' che d'estate si trasforma in un covo di viaggiatori. Questa volta e' un famiglia kirghisa ad avere stravolto la propria casa per poter ospitare i turisti. Nel giardino hanno trovato persino lo spazio per due yurte! Alla sera, sotto la veranda si discute e si ascoltano storie di viaggio, schiarendosi la gola con dosi di birra ghiacciata. Da un angolo del tavolo, Angelina Jolie ci osserva, stampata sull' etichetta di un vino rosso di produzione kirghisa; l'ho assaggiato/a, dolcissima e nauseabonda; e' la pratica di iniziazione dei "nomads".
Nella capitale approfitto per fare rifornimento in un supermercato; e' il primo che vedo in Kirgyzstan. Compro la crema di cacao e nocciole Nussa, di produzione tedesca, e abbandono la troppo dolce Bisella (turca). Poco lontano, al bazar principale, e' un abbondare di vestiti contraffatti, dvd che contengono 9 film (?!), cassette, cellulari e accessori, frutta e verdura; le solite cose insomma. Mi balza all' occhio il fatto che, in Kirgyzstan, il 90% delle persone che ha fatto la spesa utilizza un sacchetto di plastica blu con la scritta "Aygen Collection, Styled in Italy": ma che e'? Guerrilla Marketing? Ho fatto una ricerca su Google ma non e' saltato fuori nulla. Il mistero si infittisce...
Bishkek e' una citta abbastanza verde, con viali alberati, poco o nulla di storico o di rimarchevole, se non alcuni edifici governativi, qualche statua, un parco giochi con attrazioni arrugginite (consigliata una vaccinazione antitetanica) e un museo di Storia che al secondo piano celebra il periodo sovietico con innumerevoli memorabilia della Propaganda Rossa e al terzo si occupa di storia kirghisa: utensili in metallo, oggetti scolpiti nel legno, la ricostruzione di una yurta e vestiti tradizionali: e' tutta qui la storia del Paese?
Ben presto sono di nuovo in strada. Ritorno a Osh, il mio punto di ingresso in Kirghyzstan, oltre due settimane fa. Da Bishkek sono 680 km. Per fortuna e' l'unica strada del Paese in buone condizioni ed il viaggio, anche se sono compresso nel mezzo del sedile posteriore di una Audi 80, non si rivela problematico. Sergiej, il giovane russo alla mia sinistra, vorrebbe attaccare bottone ma il mio vocabolario e' ancora troppo limitato. Partito in mattinata arrivo alle prime luci della sera a Osh; non ho molta fame e mi limito a mangiucchiare un po' d'uva e due mele.
Dopo due settimane di clima fresco ritorno ad avere caldo: mi trovo in pianura e le montagne sono lontane. L'aria nella stanza dell' Hotel Bazar e' pesante. Apro la finestra e mi distendo su uno dei tre letti, sfogliando Il Nudo e il Morto di Mailer, in lingua tedesca, un reperto di 1000 pagine che ho trovato nella guesthouse a Karakol. Sono ormai le undici quando irrompe un terzetto chiassoso di uomini kirghisi: sono dei tassisti e trasudano alcol. Il piu' piccolo mi porge subito una ciotola di vodka di benvenuto e mi ammonisce perche' non riesco a berla tutta d'un fiato. Socializziamo, come spesso e' accaduto in Asia Centrale, ripassando la formazione dell' Italia Mondiale. Secondo loro Gattuso e' senza dubbio un "Terrorist". In cuor mio penso di essere fottuto. Ecco, hai voluto la camera piu' economica di Osh? Ora ti ritrovi in stanza due tassisti mezzi sbronzi - uno smilzo (ribattezzato Sexman) e un panzone - come Stanlio e Ollio e magari ti spazzano anche i soldi mentre dormi! Grazie al cielo non la tiriamo lunga; sono stanchi e hanno guidato tutto il giorno. Ben presto me li ritrovo in mutande e stanotte non saranno le zanzare a molestarmi, ma un persistente, animalesco, rumoroso, ronfare.
Rene'

4 commenti:

Anonimo ha detto...

allora si lavora duro anche in Asia! la volpe

ma ha detto...

so già che stai bene e sei oltrepassato anche a questa notte! ma non poi trattarti un pò meglio? sei mica un morto di fame, nè??
bacio

ancora io ha detto...

ho visto che anche hoppy sta bene. Video belli, ma qualche foto? siamo tutti curiosi. ciao ciao

sebastian ha detto...

Mi sono appena "bevuto" le ultime 3 settimane del tuo viaggio dopo le mie banalissime vacanze in Belgio tra agii e comodità :-)))

Complimenti per il video (e l'audio!!) ma eri a cavallo o era lui su di te?? da quando si ha il fiatone al passo??

Un salutone :-)