giovedì 1 maggio 2008

Paradiso agrodolce

Pensieri strani mi attraversano la testa mentre navigo sull'aliscafo tra Ko Samui e Ko Tao. Alla televisione danno Ghostrider e miei occhi sono fissi sul viso allucinato di Nicholas Cage; il mare e' molto mosso e preferisco mantenere lo sguardo su un punto fisso; un giorno o l'altro mi comprero' una moto, penso.
Ripercorro per alcuni istanti i momenti più folli delle notti di baldoria a Chaweng: uno svedese che in discoteca mi urla nelle orecchie per 20 minuti come ammiri gli italiani per come hanno trattato Niels Liedholm. "In Svezia, quando è deceduto, pochi si sono ricordati di lui. Mi voglio trasferire in Italia e vivere a Milano" aggiunge, prima di lanciare in aria tra la folla il secchiello di plastica che conteneva il suo long drink e buttarsi in pista a ballare. Attimi dopo gli vedo mulinare la camicia mentre salta come un grillo.
E poi, gli sciami di transessuali all'uscita dai locali, bellezze di plastica, con seni enormi e labbra pneumatiche, appollaiate sugli scooter in attesa di sfrecciare nella notte con i clienti.
Ko Tao sara' diversa, penso, e difatti lo e'. Piu' piccola di Samui, e' diventato un centro internazionale per le immersioni subacquee. Qui si viene a fare, ad un prezzo stracciato, il brevetto PADI. Non che sia un sonnolento paradiso tropicale ma la vita notturna non raggiunge di certo gli eccessi di Chaweng. Ci sono una serie di locali allineati lungo la spiaggia di sabbia bianca di Sa Ree; a serate alterne, propongono feste a tema.
Sull'isola ci sono quasi solo backpackers e divers; pochissimi turisti thailandesi.
Al mio arrivo scopro che l'isola e' pressoche' fully booked. Ci sono decine e decine di bungalow resorts sparsi qua e la ma trovare una sistemazione soddisfacente e' arduo. Una notte la passo sulla costa est, lontano da tutti e da tutto, in compagnia solo di un rospo che ha deciso di passare la notte nel mio water, costringendomi a pisciare fuori dal bungalow. Mi trovo su una spiaggia isolata al termine di una ripidissima strada sterrata. Ci sono arrivato in jeep; impossibile fare avanti in dietro con lo scooter: troppo pericoloso. Splendido isolamente, certo, ma e' questo quello che voglio? Con non celato rancore dei gestori cambio subito sistemazione e torno sulla costa ovest. La seconda notte mi trovo in un rudimentale bungalow aggrappato sulle scogliere: con l'alta marea mi posso buttare in acqua dalla veranda. E' veramente basic: c'e' solo un materasso, reso urticante da anni di esposizione alla brezza marina, e una zanzariera. Oltre al fatto che un'onda anomala potrebbe spazzar via il mio giaciglio, c'e' un secondo problema: il mio vicino di casa.
F. mi confessa che in patria e' ricercato dalla polizia e che ha scelto di rifugiarsi a Ko Tao perche' non c'e' l'Interpol; dice di avere soldi a sufficienza per vivere all'estero per 7 anni. E' sera e ha acceso un piccolo focherello alla base del suo bungalow. Sta cercando di grigliare dei pezzi di pollo infilati su uno stecco di metallo arrugginito che ha trovato nel mare. Lo abbandono nell'impresa cosi come lascio, l'indomani, la traballante casetta sugli scogli. Stavolta punto in alto; basta con le sistemazioni in spiaggia: vado in montagna. E' cosi che trovo il Moonlight e finalmente posso stare fermo e tranquillo per 3 notti. Mi trovo ad un centinaio di metri di altezza e dalla terrazza-ristorante vedo una grossa fetta della costa ovest dell'isola, la baia che racchiude la bianca e spettacolare Sa Ree beach, tramonti da cartolina e due navi militari thailandesi; "che ci fanno?" chiedo. "Sono in cerca di immigrati clandestini, birmani", mi risponde il simpatico ragazzo thailandese che gestisce il posto; "non ne vedrai tanti in giro perche' adesso sono tutti rintanati nei boschi su per la montagna". Che siano qui per F. invece?
Anche a Ko Tao affitto uno scooter (dal barbiere del paese) e di giorno salto di spiaggia in spiaggia ad esplorare un sacco di piccole baie. A Shark Bay (di nome e di fatto) avvisto squali lunghi quanto una gamba e piu'. Pascolano tranquilli nell'acqua bassa a pochi metri dalla riva e non sembra siano molto interessati alla mia presenza. Li osservo, di sasso, senza fare movimenti bruschi. Non sono impaurito; forse e' perche' mi sono immerso avendo come unico scopo quello di avvistarli. Rido se penso che a volte basta un rumore improvviso o un'ombra a farmi scattare dalla paura mentre ora sono qui rilassato ad ammirare questi grossi pescioni.
Ma ecco il passo falso... Un giorno decido di portare in spiaggia anche la macchina fotografica; ho ancora troppe poche foto di vita marina. Esco a nuotare e... Spazz! Quando ritorno la macchina fotografica e' scomparsa; non il cellulare pero'. Quello e' troppo vecchio e non interessa a nessuno. Morale a terra. Cavoli, e' gia' la seconda che mi rubano! Denuncio il fatto alle autorita' locali. Alla stazione di polizia mi imbatto in una ragazza alla quale, nel corso del viaggio notturno da Bangkok a Ko Tao, hanno rubato lo zaino e i soldi. Poteva andarmi peggio, tutto sommato... Quel che mi resta di Ko Tao e' una bella incazzatura e una denuncia di furto (inutilizzabile, perche' non sono assicurato) scritta in caratteri thailandesi; buona da appendere al frigorifero una volta a casa!

Rene'

12 commenti:

sebastian ha detto...

Ciao Renè, si fa baldoria vedo!! Bravo!
Mi sa che il prossimo viaggio sarà in moto, eh?
Un salutone!

Daniela ha detto...

ciao fratellone!!

come va tutto ok? che sfiga, di nuovo la macchina fotografica..

wow, e li squali.. che paura!!

un salutone

Daniela

Anonimo ha detto...

Ciao Vano, cavolo mi spiace per la macchinafoto, la denuncia in thai però ti farà ridere, io ho riesumato la mia in italo-ceco...
magari è stato F... poi ci racconterai chi è. mi viene in mente che una volta ho sognato che avevi una moto enorme e te ne andavi rombando. Ciao da Bafo

Anonimo ha detto...

"LI SQUALI"????!!!!
ma tua sorella è abruzzese?

Daniela ha detto...

ciao anonimo... no, non sono abruzzese.... purtroppo non ho la g sulla mia tastatura... ;-D

René van Olst ha detto...

in moto o con un altro mezzo, ma proprio! non so se ce la faccio una seconda volta a farmi tutte queste mega odissee in bus. al momento sto facendo sogni assurdi: ieri notte creature dalle sembianze umane ma con occhi alieni (totalmente neri e con taglio orientale) mi circondavano e chiedevano soldi! mi son svegliato fracico e con la fissa di averli proprio li in camera!
poi qualche giorno fa l'ennesimo sogno del tipo che sono ancora all'universita' sto sostenendo un esame, non sono per nulla preparato e mi giustifico dicendo "ma guardi che io sono gia' laureato!"

Anonimo ha detto...

ma non è che hai bevuto un pò troppo??? o ti sei fatto una canna??? in guardia ragazzo sei ancora in INDONESIA!
Ma Dani, hai dimenticato l'italianoun pò come me? baci

Anonimo ha detto...

scusa, si sono attaccati le lettere
la firma era ma, poi il resto

Anonimo ha detto...

cao Vano scusa ma sulla ma tastaura non c'è la "i" spero ruscra a comprenderm.l sogno dell'unverstà lo avev gà fatto m pare. quello degl alen scroccon m rcorda la camerera che trllava "red pork! red pork!" o meglo, come tu lo raccont.che rdere! cao da Stefano Bff (Bafo)

Daniela ha detto...

hahahhaha come siamo divertenti!!

gggggggggg ho ritrovato la ggggggg

*smile*

Anonimo ha detto...

ciao vano;

Ma sei da magnus e da laax?????? come è il resort??? è le serate?????? dai fammi sapere mitico che sono curioso...

TEO B

Anonimo ha detto...

Ciao Renè, mi dispiace per la tua fotocamera...se vuoi ho un amico che è appena tornato dall'India che ne vende una buona a poco, dice che l'ha comprata là di sottobanco da qualcuno che probabilmemte l'aveva rubata a qualche turista sprovveduto...
Scherzi a parte, leggo sempre con molto piacere ogni tuo racconto e attendo sempre con ansia la "puntata" successiva.

Ciao Renolto!!!

Eros