lunedì 26 novembre 2007

In mezzo scorre il fiume

Il Gange, grandioso Gange. Il fiume sacro degli induisti, dove i pellegrini vengono a bagnarsi e a lavare i propri peccati, a morire e a farsi cremare. Sulle sue sponde sorge Varanasi, importante centro spirituale, secondo alcuni la citta' piu' antica al mondo. Senza dubbio e' una citta' che colpisce tutti i sensi e non concede vie di mezzo: o la ami o la odi. Sensazioni contrastanti: e’ bello perdersi e ritrovarsi nelle strettissime stradine del centro storico ma e' snervante zig-zagare tra vacche sacre e caccone molto meno nobili; e’ piacevole attardarsi a bere un the con una famiglia indiana quanto e' stressante dribblare l'ennesimo procacciatore d'affari; oppure assaporare profumate spezie orientali e subito dopo scontrarsi con il tanfo della spazzatura abbandonata a bordo strada.
Una escursione in barca a remi sul placido Gange, prima del sorgere del sole, e' sicuramente un ottimo modo per apprezzare Varanasi. Dalle acque e' possibile scorgere gli abitanti che spuntano dalle viuzze, si riversano sulle sponde del fiume e praticano la preghiera mattutina (puja), con le gambe immerse nell'acqua e la mani che rilasciano fiori e candele galleggianti. Una leggera foschia ricopre ancora la citta', colorandola con magiche e mistiche tonalita' di rosa.
Varanasi e' la citta' degli induisti, della sacralita', dei santoni (baba o guru), dei turisti e di chi ha deciso di rimanerci piu' a lungo: a frequentare un corso di yoga, a studiare hindi o imparare a suonare il tamburo o il sitar. Manuela appartiene all'ultima categoria in quanto cuoca del Karki's Restaurant dove io, fedellissimo della pasta, mi reco ogni sera per uno spaghetto o un piatto di penne. Deliziosi sapori di casa! Ovviamente non sono l'unico al quale manca il "primo piatto". Da Manuela ci si imbatte in un pubblico, italiano, variegato: convertiti alla spiritualita' indiana, new-agers, istruttori e praticanti di yoga, musicisti e fumatori incalliti. Allungando l'orecchio si sente parlare di guru, ashrams, poteri particolari, meditazione trascendentale, esperienze ultrasensoriali, energie positivie, negative, cosmiche, ecc... A me, per il momento, basta il piatto di pasta per rigenerarmi dopo una giornata passata a percorrere su e giu' le sponde del fiume, tra lavatori di panni, barcaioli, pellegrini in preghiera, santoni e cremazioni.
Per alcuni giorni alloggio in una tranquilla e pulita guesthouse, lontana dal trambusto del centro e gestita da una affettuosa coppia di ottantenni! Il marito mi ha preso particolarmente in simpatia e un pomeriggio mi ha raccontato del suo interesse per la storia e in particolare per Napoleone e per Hitler (?!). E' ancora rammaricato per la perdita di Mein Kampf , libro che aveva prestato ad un suo amico e mai ritornato. Snocciola aneddoti: "lo sai che Hitler era impotente?". Curioso. Mi e' poi capitato di vedere Mein Kampf esposto in una edicola alla stazione ferroviaria: letteratura da viaggio all' indiana? Oppure si stanno preparando a governare il mondo?
Il mio tranquillo soggiorno viene pero’ turbato da una serie di improvvisi eventi negativi:
1. faccio i panni al pomeriggio e li stendo sul tetto della casa. Alla sera non sono ancora asciutti e li lascio quindi dove sono. La mattina seguente solo una t-shirt rimane stesa mentre il resto e’ sparso per terra o, peggio, disperso sui tetti delle case circostanti: le scimmie mi hanno rubato le mutande nottetempo! Con il proprietario di casa faccio il giro del vicinato: in un cortile trovo una t-shirt con la manica tutta sfilacciata, mentre su un altro tetto recupero alcune mutande. Tutto sporco e da rilavare!
2. attacco di diarrea post-ingerimento di yoghurt avariato
3. la presenza di un gruppo di toscani, genere rastone-cannaiolo, che indugiano a fumarsi delle grosse pipe proprio sotto la finestra della mia stanza e mentre sto cercando di controllare i crampi allo stomaco (dimenticavo: il tutto alle 2.30 di notte). Risultato: rinuncio al treno che avevo intenzione di prendere alle 5.30 del mattino (non mi reco neanche in stazione). L'indomani, per lo meno, si scusano per il rumore causato e mi offrono un cylumino all'ora di colazione (fumano a ciclo continuo, quasi un lavoro per loro!): "no grazie ragazzi, sto poco bene" e indico lo stomaco. "Ahh, c'hai la caghetta? Hai gia' preso qualcosa?". "Si, ho delle pastiglie" rispondo. "Ah lo so; te c'hai i chimiconi. Non va bene! Prendi queste, ayurvediche e 100% naturali" (loro si che sanno quel che fa bene al corpo!). Ne prendo due e cerco di tirarmi insieme per affrontare il viaggio in treno verso Bodhgaya.
Saluto Varanasi, le sue colorate genti e la pasta di Manuela. Dopo l'induismo e' ora di immergersi nel buddismo.
Rene'

2 commenti:

matteo ballabio ha detto...

sempre ottimi racconti e sempre la cagarella....Saluti Teo B

Anonimo ha detto...

Un pò Mowgli, un pò Caronte, un pò Batman....che bell'avventura!

Enjoy Renè!

Hasta Pronto
Dani (MI)