domenica 4 novembre 2007

La terra dei Re (2)

Jodhpur, Rajastan: il Meherangarh Fort troneggia in cima ad un colle e sovrasta maestoso la citta'. E' forse il monumento che simboleggia al meglio lo sfarzo, il lusso e il potere di cui godeva un maharaja. Dotato di audioguida mi avventuro alla scoperta di questa citta' nella citta' e provo ad assoporare il gusto che doveva avere la vita della famiglia reale. Entro in sale dai muri dipinti e adornati da centinaina di piccoli specchi, placche dorate, sete preziose e tappeti. Molto interessante e curiosa e' l'esposizione di palanchini, dove venivano trasportati, a forza di braccia, re e dame di corte.
Dai balconi del forte si gode di una vista splendida su tutta Jodhpur e in particolare sul quartiere dei bramini (i sacerdoti) con le sue case interamente dipinte di blu e azzurro. Prendo tempo per navigare con lo sguardo oltre la citta' e mettere a fuoco la pianura e i campi che si perdono nell'orizzonte prima di tornare al trambusto della Jodhpur cittadina.
La Blue House Guesthouse, dove alloggio, e' gestita da una famiglia di Jains che mi spiegano alcuni concetti base della loro religione (gianismo), una deriva dell'induismo, come il rispetto di ogni forma vita animale e il conseguente fatto di essere puramente vegetariani che significa, ad esempio, che dalla tavola sono bandite le uova. La casa ha una terrazza sul tetto perfetta per rilassarsi e far passare le ore calde del pomeriggio, sorseggiando the con lo sguardo fisso in alto, verso il forte.
Udaipur. Se Jodhpur e' la citta' blu, per via delle case colorate dei bramini, Udaipur e' la candida citta' bianca, teatro di un'altra favolosa follia dei maharaja. Constatato il fatto di vivere in un territorio arido dove l'acqua, ad eccezione del periodo monsonico, scarseggia, Udai Singh II, ha pensato bene di sfruttare le pioggie del monsone per creare un lago: ha costruito una diga, dando quindi vita a Lake Picholla, un ampio bacino artificiale (intorno al 1600!). Sulle sue sponde ha eretto un enorme palazzo mentre all'interno del lago ha costruito una ulteriore residenza. Udaipur da il meglio di se' nelle ore serali quando dal balcone della mia guesthuose, affacciata sul lago, fantastico con lo sguardo sul palazzo che spunta dalle acque, magnificamente illuminato da centinaia di candele e torce. Il riflesso delle luci sulla nera superficie lacustre fa sembrare il palazzo sorretto da una fila di palafitta dorate. Il tempo sembra essere rimasto fermo alla magica era dei Re. In lontananza, oltre i bagliori della citta', un punto di luce fisso a meta' strada tra l'orizzonte e le prime stelle ricorda un sogno di gloria e potenza rimasto incompiuto: il Monsoon Palace, ovvero la residenza perfetta, posta sulla cima di un monte appuntito, dove la vista puo' spaziare lontano, molto lontano, sulle terre e sui domini reali. Il palazzo non e' mai stato completato, cio' nonostante non manca di trasmettere un'aria di grandezza e nobilta'.
Udaipur, il Palazzo in mezzo al lago e il Monsoon Palace sono stati utilizzati nel corso delle riprese di 007, Missione Octopussy, con Roger Moore. Molti ristorantini turistici trasmettono ogni giorno la pellicola: ne approfitto per passare una serata insolita davanti alla tv insieme ad un piatto di curry alle verdure. Il film e' abbastanza noioso con stunts improbabili come Ape Piaggio che impennano nelle strette strade di Udaipur Vecchia e aerei che attraversano in volo hangars e escono da una fessura nella porta che si sta chiudendo (ovviamente volando perpendicolarmente al terreno!).
Continuo il mio tour alla scoperta di forti e palazzi visitando Chittor e Bundi dove, rispetto alle citta' viste in precedenza, scopro il fascino del monumento abbandonato, misterioso, celato dalla vegetazione, popolato da animali e spiriti del passato. A Chittor il forte si trova in cima ad una collina: su una vasta superficie sono stati eretti palazzi e templi, talmente distanti l'uno dall'altro che per vederne un paio mi faccio dare dei passaggi in moto. I monumenti sono animati da una vivace popolazione di scimmie che si esibiscono in acrobazie e salti tra i resti dei palazzi.
A Bundi invece, oltre alle scimmie, ci sono stormi di pipistrelli che si fanno vedere soprattutto alla sera quando, a migliaia, abbandonano le stanze del palazzo che sovrasta la citta'. Durante la mia visita allo stesso mi sono trovato sulla strada di una decina di pipistrelli che stavano volando giu' per la tromba di una scala... iiiiihhh... spavento!
Chiudo il capitolo Rajastan visitando Jaipur, la citta' rosa e capitale della regione. Sono abbastanza stanco: negli ultimi dieci giorni mi sono spostato in continuazione, quasi esclusivamente su bus sovraffollati e su strade scorbutiche, per non menzionare il continuo assillamento subito da parte dei procacciatori d'affari, la vera spina nel fianco del Rajastan; sempre attaccati alle caviglia dei viaggiatori, ti bombardano di proposte dal momento che scendi dal bus (o treno), quando devi farti largo tra una folla di tassisti assatanati, fino all'ora di cena, quando loro hanno gia' scelto per te il ristorante nel quale andare a mangiare. A Jaipur questo "trattamento" da finti amici tocca l'apice e non si fa in tempo ad allontanarne uno che ne compare un'altro. Ma basta un cenno deciso con la mano e un fermo "no, grazie" per tornare ad assaporare, in tranquillita', la magia del Rajastan.
Rene'

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Aaaah!!! Hai visto!!!

Era un pipistrello!!!

Non hai visto, ha sbattuto contro il vetro della macchina!!!

(indovina chi)

ps: bellissime impressioni, bravo Renè!

René van Olst ha detto...

questi erano veri
lo ggggiuro
lo gggggiuro

ma ha detto...

Oh, non è che mio italiano sia meglio, ma qualche errorino di scrittura si fa vedere (sei stanco?)I pipistrelli hai per caso portato via da casa? qui sono spariti!!!!
bacio ma

Daniela ha detto...

ciao fratellone

mi fai venir fame con tutti questi curry!!!

ciao ciao