venerdì 4 aprile 2008

Angkor What?

Angkor Wat, la perla turistica cambogiana, e' un complesso di templi e giungla che si estende per kilometri e kilometri quadrati. Talmente grande che per visitarlo come si deve ci vuole un pass di 3 giorni e un fido mototassista che ti porta da una rovina all'altra. Vale la pena; e' senza dubbio una delle 10 meraviglie architettoniche del mondo.
L'ingente afflusso di turisti ha fatto si che intorno ai templi sia sorta la citta' satellite di Siem Riep, dove trovano posto un sacco di alberghi, ristoranti e bar.
Dopo una giornata passata ad esplorare i templi, tra foto e continui bagni di sudore, ci si trova tutti lungo Bar Street, dove iniziano e terminano le avventure notturne.

Viaggio al termine di una notte

Rusty, il mio compagno di giochi australiano, mi attende puntuale alle 19 per il consueto aperitivo di birre in regime di happy hour. Sorpresa: ci sono anche 3 ragazze cambogiane che incontriamo ormai da due sere sempre allo stesso pub (il rockeggiante Angkor What?). Stasera e' l'Australia National Day e Rusty e' su di giri. Per la cena optiamo per il Dead Fish Tower un locale che, dall'esterno, sembra un granaio e che all'interno presenta una serie di piattaforme sopraelevate, dove si trovano i tavoli, collegate da strette e ripide scalinate; ne' le piattaforme, ne' le scale sono dotate di corrimano o ringhiere, quindi occhio al tasso alcolico e a dove si mettono i piedi: si rischia un volo verso il basso di alcuni metri.
Ordiniamo da mangiare e da bere, 2 bottiglie di vino rosso, australiano, per celebrare la festivita'. L'atmosfera si scalda subito; le ragazze non sembra reggano molto l'alcol. Durante la cena scatta una serie di foto ricordo che si fanno man mano piu' estroverse.
Arriva il conto e per gli standard cambogiani e' astronomico: 86 dollari (salario medio mensile in Cambogia, 250 dollari). Le ragazze insistono per pagare il conto e sventolano piu' d'una banconota da 100 dollari. Wow! Io ne ho in tasca solo 30... Alla fine paghiamo alla romana e ci spostiamo alla discoteca Zone 1. L'ambiente e' locals al 100% con Rusty ed io a fare da eccezioni. Musica techno tamarrissima e volume assordante. Ci ancoriamo al bar e continuiamo a bere. Ad un certo punto una delle ragazze, che ha un muscolosissimo fisico da pugile, mi intima di controllare attentamente il cameriere mentre lei va in bagno: ha appena pagato un coca-whisky da 2 dollari con una banconota da 100! Per fortuna il cameriere e' onesto e mi ritorna i 98 dollari. Poi, di ritorno, si prende il cocktail e sparisce nuovamente. La avvistiamo dopo una decina di minuti circondata da un buttafuori mentre discute animatamente; ci spiega che ha dato 20 dollari al dj per mettere la musica che piace a lei ma, evidentemente, lo stronzo non le ha dato retta; alla sua amica, che stava cercando di calmarla, ha rifilato un pugno in pancia; ora e' seduta su un divanetto che singhiozza. OK, le ragazze stanno decisamente perdendo il controllo. Alziamo i tacchi e usciamo; nel parcheggio del locale le acque tornano a calmarsi.
Decidiamo di far rotta su Angor What? La ragazza piu' animata ha infatti deciso che anche lei vuole avere un compagno per la serata (io e Rusty siamo accoppiati con le amiche). Il pub e' una bolgia; e' sabato sera ed e' super affollato. Rusty incontra una ragazza che aveva conosciuto alcune settimane prima in Laos e si becca un calcio nelle palle dalla sua compagna cambogiana. Io rido; lui, mica tanto. Mi guardo in giro e vedo che la ragazza-pugile sta gia' ballando con qualcuno. Bene. Siamo tutti felici ora. Rumba cambogiana.
A meta' mattina del giorno successivo ci troviamo tutti a fare colazione al Blue Pumpkin, un locale che potrebbe essere stato sradicato da Londra o da NY e trasportato direttamente qui a Siem Riep: si mangia sdraiati su dei divani letto in un ambiente interamente bianco. Un risveglio di lusso per le stanche membra e le testa intontite. Ridiamo ricordando le nostre avventure notturne e ci ripromettiamo di incontrarci un giorno, nuovamente, in questo matto Paese! (dove - ve l'avevo detto? - tutto si paga in dollari americani!)
Rene'

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Vano
come va dopo le mollezze del sudest asiatico?
gli elefanti che giocano a pallone!!! penso che tu te li sia persi tranquillamente.
hey, l'Indonesia era una colonia olandese, magari i tassisti di jakarta si sentiranno in soggezione... ciao da Bafo

Anonimo ha detto...

ciao René, leggendo l'elenco dei paesi visitati non hai per caso dimenticato il TIBET? mi sembra importante riportarlo.
ciao ciao, ma

mastorna ha detto...

grande Renato!!!
sempre sulla breccia! ;-)
un abbraccio

mik

René van Olst ha detto...

ok, aggiorno e prendiamo questa posizione politica!

Anonimo ha detto...

ma, mi prendi in giro?????